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Foto Franco Ardu

A letto con la Briccolina

Questa volta un mio wine on paper passa dalle Langhe al Roero, a Santa Vittoria d’Alba.

Ringrazio Franco e Dario per aver dato una così bella e azzeccata ambientazione alla mia donna spettinata un po’ collina e un po’ vigneto. Sono certa che si senta a casa!

Dipinta nel 2014 con Barolo Briccolina di Serralunga, per gentile concessione di Enrico Rivetto durante l’evento BaroloBrunello.

Con questo dipinto ho voluto fare un omaggio ad uno dei cru storici delle Langhe ed alla donna di Langa. Elegante e decisa, fine e intrigante: aggettivi che valgono per entrambi!

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Omaggio alla mia PT e alle mie serie TV

Benvenuti alla mia Mostra Online Temporanea!

Sin dal giorno che ho comprato la PT Cruiser ho sognato di farle un servizio fotografico e il giorno prima di cederla l’ho fatto, grazie all’incontro con le “Cacciatrici del Reale”.

Accanto alla PT e alle strade di Barolo compare una modella “anomala” che con una buona dose di faccia tosta, protagonismo e tanta autoironia per questa volta posa i pennelli. Anzi posa e basta, facendo il verso alle modelle vere, quelle in carne ed ossa ma soprattutto ossa.

Qualche giorno fa ho letto un articolo in cui si celebrava il 43esimo compleanno di Kate Moss con 43 scatti. Di qui l’idea di pubblicare le foto fino ad ora tenute segrete: uno scatto in più, 44 perché quest’anno sono 44 per me e perché la mostra resterà online 44 giorni, fino all’inaugurazione di “Tu sei lei” il 4 marzo ad Alba. Il trait-d’union sono ancora le “Cacciatrici del Reale” che ospiteranno insieme alle loro 365 donne le mie “Spettinate che sanno di vino” e la “Selvatica” di Levi.

Gli scatti sono stati ispirati a film e serie TV degli anni 80. Mentre voi vi divertirete a indovinare quali sono io mi metto all’opera e preparo altre mostre ben più reali in cui torneranno i miei “wine on paper”, coniugati al femminile per la mostra di Marzo e al maschile per la mostra di Aprile a Cherasco, all’immancabile appuntamento con Enoteca Palazzo Mentone.

Vi sto distraendo un po’ per prepararvi a questo nuovo anno di arte che virerà verso la Pop Art, che da sempre amo.

Buona visione. Divieto di ridere troppo. Le foto sono state ritoccate con Photoshop per aggiungere grasso e cellulite. Le fotografe Cinzia Grande e Giorgia Necade così come la popolazione di Barolo sono sopravvissute alle due ore di delirio del servizio fotografico.

Contiene tracce di bio-umorismo. Gluten Free.

CLICCA QUI PER VISITARE LA MOSTRA

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Trittico

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Un trittico di artisti:

Le cartoline artistiche che Janet Garlikov mi ha mandato dall’Ohio si sono trasformate in un polo magnetico che ha attirato altra arte e un invito alla riflessione. Mi riferisco alle parole che ho inserito al loro interno e alle cornici di Federica del Busto Mistero di Alba, che dopo più di un anno dall’acquisto hanno trovato un degno contenuto.

Per leggere i messaggi ispirati dai ricami sulla carta bisogna sollevare la parte mobile della cartolina, quindi niente barriere ad ostacolare la fruizione, l’invito alla riflessione e l’augurio per il 2017.

Che sia un anno che porta alla Coscienza: soltanto una consapevolezza schietta e sincera di noi stessi è in grado di renderci più forti.

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Che sia un anno dedicato alla ricerca dell’Equilibrio: non lasciarsi attirare dalle lusinghe degli estremi, cogliere le giuste vie di mezzo, saper pesare ogni situazione porta ad una qualità della vita migliore.

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Che sia un anno ricco di Gioia: la positività attira altre positività.

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Buon anno!

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Gioie da indossare

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Cari Amici di Purple!

A tutti voi che avete avuto modo di conoscere le mie opere nel mio Studio a Barolo o in giro per il mondo e che mi avete incoraggiato e sostenuto GRAZIE!

Vi scrivo oggi in qualità di creatrice di “gioie” da indossare anch’esse ispirate al mondo del vino: è pronta la nuova collezione autunno-inverno di gioielli ispirati da tappi di sughero, capsule e, novità assoluta, dalle mie opere “wine on paper”, di cui avete un assaggio in allegato!

Non sono Tiffany, quindi non vi invito a fare colazione ma vi aspetto nella mia Casa Studio nel prossimo week end e nei giorni della pausa invernale fino all’Epifania per fare “merenda da Purpleryta” e toccare con mano le mie nuove creazioni, per lo shopping natalizio dell’ultimo minuto, regali per gli altri o per sé!

Accanto ai nuovi gioielli ci saranno ad aspettarvi i nuovi personaggi ispirati a Star Wars dipinti a vino, pronti a risvegliare il piccolo nerd che c’è in voi e le mie “donne spettinate” sempre più spettinate!

Seguitemi su Facebook, su Instagram, se volete anche in tangenziale e avvisatemi se volete venire a trovarmi, vorrei esserci anche io :-)

Potete prenotare la visita anche scaricando questa app andando poi alla sezione “Around Wine”: https://winearound.com/it/

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Vi aspetto in Via Vittorio Emanuele 4!

+393397174500

#ilvinounisce

 

Dedicato a…

Rita e Maurizio!

Le loro opere sono state esposte e apprezzate nel Purple Studio insieme ai miei wine on paper. Domenica gli artisti saranno a Barolo per riportarli a casa. L’occasione sarà perfetta per incontrarli ancora una volta!

A loro dedico questo quadro, ispirato dalla loro sinergica simbiosi e dal loro spirito profondo:

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Uno di due, due di uno
Distinti d’istinto,
uniti e muniti
di testa e cuore,
anima e corpo,
vicini e lontani,
opposti ma uguali,
tesi verso la libertà!

Il Giappone scopre Purpleryta…

… e Purpleryta conosce nuovi aspetti di una cultura che ama e incontra nuove amiche!

Un aspetto che mi ha sempre affascinato della cultura nipponica è il sistema di scrittura, segni che sono opere d’arte, piccoli mondi che racchiudono grandi significati o meglio immagini complesse che vengono visualizzate con segni semplici (relativamente a tutto quello che rappresentano). Un po’ la mia filosofia: semplificare la realtà!

Ogni volta che incontro amici giapponesi mi faccio “raccontare” il significato del loro nome secondo i caratteri di scrittura Kangji ed è sempre una sorpresa.

Ancora più sorprendente è stato scoprire che ci sono molti modi per scrivere in ideogrammi il mio nome e che anche il significato può cambiare.

Un giovedì sera qualunque si è trasformato in uno scambio culturale: un’esperienza di pittura col vino in cambio del mio nome in giapponese (ovviamente scritto col vino, in questo caso Barbera d’Alba).

Rita è stato tradotto in Gelsomini+Tanti e in Ragione+Capacità di scegliere.

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Un mazzo di fiori profumato che mi riporta in Sicilia o un’attitudine razionale che ogni tanto mi devo ricordare di usare: in entrambi i casi un bel mondo!

Grazie Akiè e Natsumi!

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Akie si scrive 明恵 Aki 明”ha tanti significati. chiara, serena, domain e 恵”significa il dono mentre in Natsumi Na 奈” è un tipo di frutto si chiama “karin” in giapponese Tsu 津 significa il porto e “Mi 美”significa la bellezza.

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Vi immagino quadri colorati e profondi!

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Il Palo

Ero in mezzo al mare da qualche parte tra Vulcano e Stromboli nell’estate del 2014 quando ho sentito parlare per la prima volta di Pole Dance. La mia vicina di viaggio era una ragazza cilena di origine italiana in vacanza con il suo compagno. Durante l’escursione ad un certo punto ci raccontiamo:

Io: “A quarant’anni ho cambiato vita. Prima recitavo, ora dipingo”

Lei: “A quarant’anni ho cambiato vita. Prima dipingevo ora insegno Pole Dance”

Sul mio volto dev’essersi stampato un grande punto interrogativo perché mi ha subito spiegato di cosa si trattava. E credo in quel preciso momento di aver deciso che io avrei provato Pole Dance.

Due anni più tardi, preparando la mostra per Dayton, OH, dipingo tre Pole Dancer spettinate, senza nessun apparente motivo.

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Nello stesso periodo riallaccio i rapporti con la mia amica ed ex insegnante di tip tap che mi dice che adesso sta studiando Pole Dance. Tornata dagli Stati Uniti conosco l’unica altra ragazza che come me un anno prima è andata in vacanza a Serravalle Langhe e scopro che anche lei prende lezioni di Pole Dance.

A questo punto il trittico è completo: ho dipinto tre Pole Dancer quando ancora ne conoscevo soltanto una e alla fine ne ho incontrate altre due.

Un’altra storia di coincidenze, di arte che precede la realtà e di realtà che imita l’arte.

Martedì sono andata alla mia prima lezione di Pole Dance ad Alba . Divertimento puro. Soprattutto per Lisa, la mia insegnante, nel godersi le mie facce.

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Dedico i miei Wine on paper, anche quella che ora fa parte di una collezione privata in Ohio,

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alle vere “ballerine del palo”:

Arianna Rosso, Marta Costamagna e Alessandra Bianco.

PS: sì, ho photoshoppato le mie foto. Ho aggiunto ciccia!

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Purple Swing – quando la realtà supera l’immaginazione.

Sicuramente non è passata inosservata l’altalena sul mio balcone. Tanto più ora che si è anche tinta di viola.

Il desiderio di un’altalena (e a dire il vero l’altalena stessa) in casa lo porto con me da tempo. Ho sempre aspettato che qualcuno me la montasse. Alla terza casa e dopo 9 mesi di residenza in essa mi sono resa conto che c’era un punto in cui quella tanto desiderata altalena avrei potuto appenderla da sola.  Due minuti dopo, messa via la scala, stavo già dondolando soddisfatta.

A volte per volare basta poco. Basta volerlo e bastiamo noi stessi.

Qualche giorno fa al mercatino in occasione della festa di Barolo ho trovato un’opera artigianale… Forse sarebbe meglio dire che sono stata chiamata da quella piccola opera artigianale: un quadretto tridimensionale con un’altalena appesa ad un albero. Sull’albero una frase:

“Tutte le cose belle, veramente belle di questa vita, spettinano”.

Io dipingo “donne spettinate”. Sono i soggetti preferiti dei miei wine on paper. Credo di aver vissuto un’altra fantastica coincidenza, forse soltanto perché so vederla. In ogni caso penso che sia un bell’esempio di realtà che supera l’immaginazione.

Ho dipinto anche la piccola altalena di viola. E un piccolo Superman si è piazzato sopra. Chissà magari quello vero si piazzerà presto sull’altalena grande.

Intanto dondolo, volo, mi spettino.

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UNFRAMED in BAROLO

E’ di nuovo tempo per Purpleryta di aprire le porte della sua casa-studio. Al pubblico in transito a Barolo e a nuovi artisti. Questi ultimi conosciuti proprio in occasione dell’apertura durante Collisioni: guidati dalla curiosità, dalla sensibilità artistica e da una buona dose di casualità sono entrati e si sono fermati a visitare la mostra.

“L’apertura della casa-studio è un vero e proprio progetto e invitare questi due artisti conferisce il carattere di continuità ad esso, lo rinnova con contenuti artistici nuovi e lo proietta in avanti”.

Purpleryta esporrà gli “Unframed” tornati dalla mostra in Ohio dello scorso agosto – collezione praticamente dimezzata considerato il successo della mostra negli USA. Gli artisti ospiti esporranno dal 1 al 23 ottobre opere inedite sul territorio: Maurizio Cordola, designer e pittore, sarà presente con tre dipinti astratti a cui sono abbinati testi tratti dagli scritti dell’autrice gotica Rita Cristina Bruno Pandolfi. Entrambi torinesi aggiungeranno colori vivaci, il primo, e un tocco noir, la seconda, al mondo tutto “purple” fatto di vino su carta di Rita Barbero.

A seguire è già in programma l’allestimento di Chiara Gallino, pittrice attiva nel Roero che come Purpleryta vive e lavora nel mondo del vino.

La casa-studio apre con orario flessibile: preserale (18-20) durante la settimana e nei week end tutto il giorno (11-20) e ogni volta che passando per strada si vede il cartello “Yes, I paint with wine” sulla porta e si sente la musica invadere Via Vittorio Emanuele.

Visitabile anche su appuntamento.

Qui sotto i link ai racconti delle avventure statunitensi e i profili degli espositori.


VERSO OVEST leggi qui

SERENDIPIDITA’ leggi qui 

 

Rita Bruno nasce nel 1989 a Torino. La sua produzione artistica inizia a ventidue anni, al momento i libri pubblicati sono sette, trattano dei sentimenti più profondi, dal magmatico thanatos delle pulsioni più viscerali alla ricerca estatica del contatto con il divino, il cielo. Nei suoi testi c’è un’espressione femminista di un’identità fuori dai cliché di una visione maschio-centrica. Il suo lavoro rientra nella poesia allegorica e nera, racconto erotico, fiaba nera. I progetti sono un romanzo nero gotico di prossima pubblicazione e un thriller.

Maurizio Cordola nasce a Torino nel 1991 da famiglia piemontese. Decide di dedicarsi molto presto alla carriera del designer del legno, si forma in una delle migliori scuole di falegnameria del cuneese, studiando la progettazione pratica. A ventiquattro anni apre il suo laboratorio, conscio della crisi che ha colpito anche il suo settore, dove l’interesse per i pezzi del singolo artigiano non è più quello di un tempo. La pittura inizia da piccoli quadretti di legno sui quali imprime dei graffiti durante i momenti di riflessione che gli offrono i suoi tempi di lavoro, da appunti di vita le tele di legno diventano sempre più grandi e la moltitudine di colori brillanti e accesi si appropriano di quegli spazi. Scopre la passione per l’astrattismo e la comunicazione inconscia, con una dima culla fisicamente i colori, scoprendone il piacere e l’esistenza, esperimenti su legno, produce una grande tela sopra ad un lenzuolo e la chiama “Teatro” riferendosi alla sua vita e numerose bozze su carta, spuntano dallo studio.

Serendipità

Era dal 2001, dai tempi della commedia mielo-romantica con John Cusack o giù di li che non sentivo più questo vocabolo e non mi aspettavo di sentir definire in questo modo, azzeccatissimo per altro, il turbinio di coincidenze che hanno coinvolto me, i miei quadri, persone, città, luoghi e vini durante il mio viaggio a Denver, CO in coda alla mostra in Ohio.

Nelle puntate precedenti:

Un paio di anni fa espongo i miei quadri in un negozio di tartufi in Via Maestra ad Alba e un ragazzo compra un mio wine on paper. Il negoziante non aveva preso i suoi contatti quindi io non ho mai saputo chi fosse (con mio grande rammarico perché mi piace tenere i rapporti nati grazie all’arte!).

La primavera scorsa una ragazza americana compra un altro mio wine on paper in un nuovo bar ad Alba, la Caffetteria dell’Arco e Matteo, il ragazzo del caffè, mi passa i suoi contatti.

Il negozio di tartufi e la Caffetteria hanno il cortiletto interno in comune.

La ragazza americana è di Denver, proprio dove dovrò andare in Agosto. In vista della mia trasferta la contatto perché voglio conoscerla. Si chiama Carmen e lavora al ristorante Barolo Grill. Ci incontriamo, supermegaselfie di rito, e fiumi di parole fuori controllo per l’emozione di esserci incontrate! In questo fluire infinito Carmen mi dice che anche un altro ragazzo che lavora nello stesso ristorante, ma in cucina, Andrew il sous chef, ha comprato ad Alba un paio di anni fa un quadro dipinto col vino che sicuramente è mio perché su entrambi i quadri c’è la mia firma.

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A questo punto decido che devo incontrare anche lui e vado al Barolo Grill. Scopro che il proprietario del ristorante ama particolarmente le Langhe ed è illuminato a tal punto da organizzare viaggi per il proprio staff a sfondo educational affinché possano approfondire la conoscenza dei vini che propongono. Una delle loro tappe fisse è ovviamente Barolo. Alla luce di questa passione decido di portare anche i “miei” vini in assaggio.

Al ristorante racconto la storia a Brian, il titolare. Lui riassume il tutto in una parola. Serendipity.

Io in un hashtag: #ilvinounisce

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